19.04.11 - Obiettivo degli attacchi informatici rimangono la disponibilità di siti web e il tentativo di infettarli con malware. Se in passato si trattava di atti di puro vandalismo, ora simili attacchi sono motivati dalla vendetta, dalla volontà di danneggiare la concorrenza o da considerazioni politiche. Il verme informatico Stuxnet dimostra come, di fatto, ogni sistema possa essere attaccato. Questi sono alcuni dei punti trattati nel dodicesimo rapporto semestrale MELANI.
Anche nel secondo semestre 2010 sono stati registrati soprattutto attacchi alla disponibilità di siti web e a reti. Le motivazioni dietro a tale fenomeno sono per contro chiaramente cambiate. È quanto emerge dal rapporto della Centrale d'annuncio e d'analisi per la sicurezza dell'informazione (MELANI).
Il 2010 è stato segnato anche dal fenomeno Stuxnet. Si tratta del primo verme informatico che abbia attaccato i cosiddetti sistemi SCADA (Supervisory Control And Data Acquisition), impiegati per il controllo dei processi industriali, ad esempio nel settore energetico. Già discussa in passato dagli addetti ai lavori, la problematica degli attacchi ai sistemi SCADA ha ora richiamato l'attenzione a livello mondiale.
Il caso di Stuxnet ha dimostrato che determinazione e risorse sufficienti consentono prima o poi di manomettere e sabotare praticamente qualsiasi sistema. È quindi verosimile che attacchi simili si ripetano anche in futuro.
L'attuale rapporto semestrale MELANI analizza inoltre la crescente attrattiva degli smartphone per i criminali cibernetici, il cloud computing, i mutamenti nel mondo clandestino e il conseguente adattamento dei modelli d'affari della criminalità informatica.